30 Agosto 2026

Perché il MIM ha un ruolo strategico nel favorire la crescita occupativa

Il Sole24ore del 20.08.2025 mette a nudo, cifre alla mano, la grave carenza di profili professionali scientifico-tecnologici, calcolata intorno ai 9 mila/18 mila l’anno nel prossimo quinquennio solo per i laureati, a fronte di un fabbisogno complessivo che si aggira, a seconda del contesto macro economico, tra i 2,3 e i 2,6 milioni di professionisti. Si tratta di un problema di forte impatto politico, oltre che economico, le cui nefaste conseguenze graveranno sulle generazioni future. Su queste problematiche, ancor prima di questa segnalazione, Il MIM a guida Valditara aveva dato vita ad una serie di interventi legislativi in termini di offerta formativa tecnica di alta qualità e immediatamente professionalizzante in grado di mettere un argine a questa deriva di depauperamento culturale e professionale denunciata dal quotidiano.

Già nell’aprile 2023 impegna 600 milioni per la realizzazione di percorsi didattici e formativi finalizzati a sviluppare competenze STEM e contrastare il pregiudizio, divenuto consuetudine, che le ragazze siano meno portate alle materie scientifiche rispetto ai ragazzi. Sono stati, inoltre, destinati 450 milioni alla formazione dei docenti sulla transizione digitale, 2,1 miliardi per digitalizzare tutte le scuole, con la trasformazione di almeno 100.000 aule in ambienti innovativi e digitali.

In data 1.08.2024 la Camera dei deputati da il via libera ad un corpus di norme conosciuto come Riforma Valditara che vede una impostazione fortemente innovativa in grado, secondo le affermazioni dello stesso ministro: di dare una solida formazione ai ragazzi, secondo programmi fortemente innovativi, che assicureranno competenze teoriche e pratiche di qualità, anche grazie al contributo delle imprese. Viene introdotto il modello 4+2 che prevede percorsi quadriennali, non più quinquennali, più due negli ITS Academy. In alternativa, il percorso quadriennale conferisce un titolo di studio spendibile nel mondo del lavoro al pari di un diploma quinquennale e consente di iscriversi all’Università. Viene prevista una maggiore interazione con il mondo del lavoro e la presenza di esperti provenienti dalle imprese per coprire competenze che non sono presenti tra i docenti. Sono potenziati lo studio delle materie STEM, delle lingue, la didattica laboratoriale, i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO). Gli istituti potranno riservare quote orarie da destinare ad attività professionali legate al territorio.

In merito alla istituzione dei campus, reti che collegano l’offerta didattica degli Istituti tecnici e professionali, degli ITS Academy e dei centri di formazione, ricordiamo che ne sono stati già finanziati 54. Saranno realizzati dagli istituti tecnici e professionali in partenariato con le Fondazioni, ITS Academy, università, centri di ricerca, aziende e associazioni datoriali, in un’ottica di stretta collaborazione tra mondo della formazione e sistema produttivo ed opereranno nelle principali filiere strategiche dell’economia nazionale.

Di fronte ad una attività legislativa tanto strategica e di qualità non possiamo esimerci dal congratularci col ministro per la sensibilità politica con cui sta affrontando il suo mandato. Ha messo le sue competenze a favore della istituzione che rappresenta, si è mostrato capace di integrare pragmatismo e realismo ed ha sempre agito accompagnato da una visione strategica a protezione delle generazioni future. Ha fatto scelte, talvolta impopolari, di cui ha sempre voluto assumere la responsabilità costruendo intorno ad esse il consenso di estimatori ed avversari. Da buon governante quale è, il ministro prof. Giuseppe Valditara ha mostrato di possedere una visione di lungo termine nell’interesse collettivo della comunità e delle generazioni future.

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