30 Agosto 2026

Addio al fisico Gianpaolo Bellini, cacciatore dei neutrini

Giampaolo Bellini

Aveva ideato l’esperimento Borexino. Zoccoli (Infn): “Avrebbe meritato il Nobel”

Roma, 13 agosto — Se n’è andato Gianpaolo Bellini, il fisico che ha dedicato l’intera carriera scientifica allo studio delle particelle più sfuggenti e misteriose dell’universo: i neutrini. A lui si deve anche il progetto di uno degli esperimenti più celebri mai realizzati per studiare queste “particelle fantasma”: Borexino, ospitato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Bellini è morto il 12 agosto nella sua casa di Foresto Sparso, in provincia di Bergamo, all’età di 91 anni. La notizia è stata data dallo stesso Infn.

Il ricordo dell’Infn

Il presidente dell’Infn, Antonio Zoccoli, ha voluto ricordare la figura dello scienziato sottolineandone il contributo fondamentale alla fisica contemporanea: “Oggi perdiamo un grande scienziato, che ha dato un contributo fondamentale allo studio dei neutrini solari e alla comprensione delle reazioni che alimentano il Sole e le stelle”. Zoccoli ha aggiunto che, per i suoi studi pionieristici, Bellini avrebbe meritato di vedere la propria carriera coronata dal Premio Nobel.

Professore ordinario all’Università di Milano e scienziato emerito dell’Infn, Bellini ha lasciato un’eredità scientifica di primo piano. Come rileva l’ente di ricerca, il suo lavoro ha lasciato un segno profondo nello studio dei neutrini e nello sviluppo dello stesso Infn, contribuendo in modo determinante a trasformare i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in uno dei principali centri mondiali della ricerca in fisica astroparticellare. Un risultato dovuto in particolare all’esperimento Borexino, che Bellini ideò insieme ai fisici Frank Calaprice e Raju Raghavan, e che guidò per oltre vent’anni.

I risultati di Borexino

Sotto la guida di Bellini, l’esperimento Borexino ha ottenuto risultati considerati storici per la fisica delle particelle: dalla misura dei neutrini emessi dalle reazioni nucleari che avvengono nel Sole, fino alla prima osservazione diretta dei neutrini prodotti dalle reazioni di fusione nelle stelle più massicce del Sole. Nel 2020, inoltre, Borexino è stato il primo esperimento al mondo a rivelare i cosiddetti geoneutrini, aprendo una finestra scientifica del tutto inedita sui processi di produzione di energia che avvengono nel cuore della Terra.

Una carriera al servizio dell’Infn e della ricerca italiana

La carriera di Bellini è sempre stata profondamente intrecciata con la storia dell’Infn. Ne è stato membro del Consiglio direttivo dal 1973 al 1983, vicepresidente dal 1983 al 1989, e ha presieduto il Comitato Nazionale di Calcolo dell’ente tra il 1981 e il 1983. Ha inoltre coordinato il programma nazionale sulla superconduttività applicata agli acceleratori Lep2 e Lhc, contribuendo allo sviluppo di tecnologie destinate a grandi infrastrutture di ricerca internazionali.

All’Università di Milano, dove è stato professore ordinario dal 1976, ha formato generazioni di ricercatrici e ricercatori, dirigendo anche la Scuola di dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata dal 2003 al 2008.

Il suo impegno si è esteso anche a livello internazionale ed accademico: è stato membro del Consiglio dell’European Physical Society dal 1980 al 1983 e dell’European Committee for Future Accelerators dal 1983 al 1986, oltre a essere stato consulente per il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr), membro dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e socio onorario della Società Italiana di Fisica.

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