30 Agosto 2026

Cile, entra in vigore la legge che consente il controllo degli zaini nelle scuole

La normativa punta a prevenire la violenza tra i banchi. Il presidente Kast: “Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere”

Santiago del Cile, 13 agosto — È entrata in vigore in Cile la “Legge sulle scuole protette”, la nuova normativa che autorizza il controllo degli zaini degli studenti all’interno degli istituti scolastici, con l’obiettivo dichiarato di prevenire episodi di violenza tra i banchi.

Il presidente ultraconservatore José Antonio Kast ha celebrato l’entrata in vigore della legge con una visita a una scuola pubblica della capitale, davanti agli alunni dell’istituto. Rivolgendosi ai presenti, il capo dello Stato ha difeso la misura con parole nette: “Perché qualcuno dovrebbe avere paura di mostrare cosa c’è nel suo zaino? Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere”.

Cosa prevede la legge

La normativa stabilisce che le perquisizioni degli zaini possano essere effettuate esclusivamente dalle autorità scolastiche e dagli insegnanti. Il Congresso cileno ha infatti respinto l’ipotesi di coinvolgere le forze di polizia nella procedura di controllo, limitando così l’intervento al solo personale interno agli istituti. La legge esclude inoltre in modo netto le perquisizioni corporali e i controlli sugli indumenti indossati dagli studenti, circoscrivendo la misura ai soli zaini e materiale scolastico.

Illustrando lo spirito del provvedimento, Kast ha collegato la nuova regola a un obiettivo più ampio di clima scolastico: “Questa legge ci aiuta a migliorare la convivenza. Ci aiuta a raggiungere un luogo sicuro. Ci insegna anche la cosa più importante: che veniamo a scuola per imparare”.

I dati alla base del provvedimento

Il governo cileno ha motivato l’introduzione della legge citando un peggioramento della situazione di sicurezza nelle scuole del paese. Secondo i dati ufficiali, nel 2025 sono stati registrati 893 reati legati al porto d’armi all’interno degli istituti scolastici cileni. Parallelamente, le segnalazioni di maltrattamenti ai danni degli insegnanti sono aumentate in modo significativo: da 441 casi nel 2023 a 695 nel 2025, con un incremento del 58% in due anni.

Il contesto

L’iniziativa si inserisce nell’agenda sulla sicurezza pubblica portata avanti dal governo di Kast, esponente della destra conservatrice cilena, e arriva in un momento in cui il tema della violenza nelle scuole è oggetto di attenzione crescente da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni del paese sudamericano. Resta da vedere quale impatto concreto avrà la misura sulla riduzione degli episodi di violenza registrati negli ultimi anni negli istituti scolastici cileni.

Testo a cura della redazione | Riproduzione riservata ©www.ScuolaNews.eu

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