30 Agosto 2026

Il mondo scolastico è diviso sulla circolare emessa il 28 aprile dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che introduce nuove regole per l’assegnazione dei compiti a casa. In particolare, il documento sottolinea l’importanza di limitare la pratica di assegnare compiti all’ultimo momento, per il giorno successivo, attraverso il registro elettronico, ritenuta una fonte di stress e disorganizzazione per studenti e famiglie. Da un lato, il provvedimento sembra essere stato accolto positivamente da studenti e genitori, che lo percepiscono come un passo avanti verso una scuola più organizzata e attenta al benessere psicologico e alla gestione degli impegni. Dall’altro lato, però, molti insegnanti esprimono un senso di opposizione rispetto a queste indicazioni.

    Gli orientamenti giungono da una rilevazione nazionale realizzata dalla Tecnica della Scuola, che ha lanciato un sondaggio rivolto a docenti, dirigenti, genitori, studenti e altri professionisti del settore, al quale hanno risposto in 1.000.        

Tra i 679 docenti che hanno partecipato al sondaggio, il 57,4% si è dichiarato contrario alla circolare, mentre il 40,8% l’ha supportata. Solo l’1,8% ha risposto con un’incertezza, scegliendo “non so”. Questi risultati evidenziano una divisione significativa all’interno del corpo insegnante, preoccupato per una possibile interferenza esterna nelle proprie pratiche didattiche e nella libertà professionale sancita dalla normativa vigente.

Diversa è la prospettiva dei genitori: su 223 partecipanti, l’86,5% ha accolto favorevolmente la circolare, mentre solo l’11,7% si è espresso in senso contrario. Questo ampio consenso sembra rispecchiare un bisogno concreto di salvaguardare il tempo e l’equilibrio familiare.

Anche tra i 25 studenti che hanno risposto al sondaggio, l’84% si è dichiarato favorevole alla circolare, mentre il 12% si è detto contrario. Sebbene i numeri siano più contenuti, i dati confermano un disagio diffuso legato all’assegnazione tardiva dei compiti e alla scarsa prevedibilità del carico scolastico.

Il quadro risulta più articolato tra i dirigenti: su 19 intervistati, il 57,9% si è dichiarato favorevole, il 36,8% contrario e il 5,3% incerto. Questa distribuzione potrebbe rispecchiare la complessità del ruolo dirigenziale, costantemente impegnato a conciliare le esigenze organizzative, il rispetto dell’autonomia dei docenti e il benessere degli studenti. Tra le 60 persone che si sono identificate come “altro” (probabilmente educatori, psicologi scolastici o personale ATA), il 66,7% ha espresso un parere favorevole alla circolare, mentre il 28,3% si è detto contrario.

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