Dal “6 in condotta” al protagonismo attivo: la forza del recupero educativo.
Grazie al Ministro Valditara, si sfrutta il Piano Estate non come un peso, ma come un’occasione per dimostrare il nostro valore, dentro e fuori dalle aule.
Un tempo, il fatidico “6 in condotta” sulla pagella finale era visto da molti come un sofferto scampato pericolo: un voto risicato, certo, ma pur sempre una promozione portata a casa senza debiti a settembre. Oggi, però, le regole del gioco sono cambiate.

Il debito diventa occasione di crescita
Con le ultime direttive ministeriali volute dal Nostro Ministro Valditara e l’integrazione del Piano Estate, quel 6 non è più un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso di recupero e riflessione. Il nostro istituto IISS Laporta Falcone/Borsellino, guidato dal Dirigente Scolastico, prof. Vincenzo Melilli, ha quindi predisposto una serie di percorsi formativi volti a trasformare quello che potrebbe sembrare un “debito comportamentale” in un’occasione di crescita personale. Il 6 in condotta quindi, non porta alla bocciatura automatica (riservata al 5), ma richiede un impegno concreto durante i mesi estivi per dimostrare di aver compreso il valore del rispetto delle regole e della comunità scolastica.

Nessuno in panchina
I ragazzi con il modulo “Nessuno in panchina” oltre a momenti sportivi faranno attività laboratoriali su Incontri tematici sul rispetto dei beni comuni, cyberbullismo e convivenza civile.
Nelle prime dieci ore del percorso, il campo da gioco si è trasformato in un’aula a cielo aperto. Tra partiti di squadra e attività motorie guidate, gli studenti si sono messi in gioco in prima persona.

Il percorso e i risultati
Ma il percorso non si è fermato all’impegno fisico. Subito dopo il fischio finale, i ragazzi si sono seduti a riflettere su quanto vissuto, trasferendo le emozioni del campo direttamente sulla carta. Attraverso la stesura di una relazione personale, ciascun alunno ha analizzato le proprie condotte passate, arrivando a comprendere che l’autorevolezza della norma serve a tutelare la comunità, non a reprimerla.
Il risultato? Nelle prime dieci ore di modulo si è visto un netto cambio di rotta. Il rigore dello sport e il valore della riflessione teorica hanno mostrato che quando la scuola sa accogliere senza giudicare a priori, i ragazzi rispondono presente.

La strada per il riscatto di settembre
La strada per il riscatto di settembre è tracciata, e dimostra che anche da un 6 in condotta si può ripartire per diventare titolari responsabili della propria vita scolastica e cittadina.
Pertanto, la scuola non è solo il luogo dove si studiano le derivate o la letteratura, ma il laboratorio in cui si impari a diventare cittadini.
Testo e foto di Errica De Masi | Riproduzione riservata ©www.ScuolaNews.eu

