30 Agosto 2026

Valditara chiede all’Ue di vietare i cellulari in classe per gli under 14

La proposta italiana si inserisce in un contesto europeo già attivo su questo fronte, dove diversi Stati membri hanno adottato misure per limitare o vietare l’uso dei dispositivi mobili nelle scuole, in particolare per gli alunni più piccoli.     In Italia, il ministero ha già avviato interventi concreti: “A partire da settembre 2024, è stato disposto il divieto di utilizzo degli smartphone in classe per tutti gli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado. Rimane consentito l’uso dei dispositivi previsti nei piani didattici personalizzati per studenti con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento. Se vogliamo davvero bene ai nostri figli, dobbiamo garantirgli a scuola una pausa dai cellulari”, ha osservato Valditara, indicando che “è necessario un approccio coordinato a livello europeo anche sul tema dell’accesso ai social network per contrastare fenomeni come cyberbullismo, pedopornografia, atti di autolesionismo e violenza di genere”.

Ritengo che” il divieto dei cellulari nelle scuole in Italia e in Europa anche per gli studenti oltre i 14 anni, negli istituti superiori, “possa avere una sua utilità, ma è un tema che va approfondito ulteriormente”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, in un punto stampa a Bruxelles a margine del Consiglio Ue Istruzione.    “Il problema c’è e dobbiamo affrontarlo, dobbiamo capire rischi e benefici: se sino a 14 anni i rischi sono del tutto evidenti, e sono senz’altro prevalenti rispetto ai benefici che sono abbastanza inconsistenti, dobbiamo capire se sopra i 14 anni, nelle scuole superiori, il divieto possa avere una sua concreta utilità”, ha spiegato. 

I dati scientifici

“I dati sono drammatici e hanno un duplice impatto: sullo sviluppo psicoemotivo dei giovani” e sulla didattica, ha osservato il ministro. Sul primo fronte, l’uso degli smartphone porta a “difficoltà di concentrazione, nella memorizzazione e persino nello sviluppo della fantasia: c’è una crescita psicologica che viene in qualche modo danneggiata dall’uso del cellulare”, ha spiegato Valditara. A fini didattici, invece, “quando abbiamo organizzato a Trieste il G7 Istruzione l’anno scorso abbiamo invitato anche l’Ocse che, nel suo intervento, ha dimostrato come vi sia un impatto negativo anche per materie che apparentemente dovrebbero essere meno sensibili, si è fatto l’esempio della matematica, poiché il cellulare indurrebbe alla distrazione e quindi ovviamente non garantirebbe quelle condizioni per eccellenti performance”.    

Come gestire l’uso del cellulare

 “C’è poi il tema anche di come gestire le nuove tecnologie e l’utilizzo del cellulare”, ha aggiunto Valditara. “E’ evidente che la scuola può vietare di utilizzare il cellulare, però il cellulare è uno strumento che circola e purtroppo anche molte famiglie danno il cellulare a figli molto piccoli”, ha spiegato, ricordando anche “quanto la polizia postale italiana abbia più volte” richiamato a fare “attenzione perché dietro l’utilizzo del cellulare” da parte di bambini “possono nascondersi pericoli molto seri” come “pedopornografia” o “giochi violenti, sfide” che “possono portano addirittura rischio di vita”. Serve quindi “un’educazione a un uso consapevole e corretto degli strumenti digitali e ai rischi a cui i social espongono i minori”, ha sottolineato il ministro.

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