30 Agosto 2026

Al Classico si traduce l’amicizia secondo Cicerone

Per l’Esame di Stato 2025, il Liceo Classico ha affrontato una prima prova di latino di grande valore umano e culturale. Il testo proposto è tratto dal Laelius de amicitia, celebre dialogo scritto da Marco Tullio Cicerone nel 44 a.C., e ambientato quasi un secolo prima, nel 129 a.C. Protagonisti della conversazione sono Gaio Lelio e Scipione Emiliano, due figure fondamentali della vita politica e intellettuale della Roma repubblicana.

Ma al di là della loro importanza storica, ciò che colpisce – e coinvolge – è il tema centrale del testo: l’amicizia. Non un’amicizia superficiale o romantica, ma quel vincolo profondo, razionale e morale che Cicerone considera fondamento della vita civile e dell’equilibrio dell’anima.

Un classico senza tempo

Il De amicitia è un’opera che, pur scritta più di duemila anni fa, parla con forza anche alla generazione di oggi. Nella prova, Cicerone descrive con tono quasi elegiaco il ricordo di Scipione Emiliano, morto poco tempo prima della stesura dell’opera. Lelio, suo grande amico e compagno politico, diventa la voce di una riflessione profonda su cosa significhi davvero essere amici.

La traduzione del passo ha richiesto precisione linguistica, sensibilità culturale e attenzione ai toni affettivi e morali del testo. Non si trattava solo di rendere correttamente i tempi verbali o le costruzioni sintattiche, ma anche di cogliere la delicatezza con cui Cicerone costruisce l’immagine di un’amicizia perduta e idealizzata.

Oltre la traduzione: riflettere e analizzare

La prova non si è fermata alla sola traduzione. Gli studenti erano invitati a:

  • riflettere sul concetto di amicizia, confrontando il pensiero di Cicerone con la loro esperienza personale e con la realtà contemporanea;
  • rispondere a quesiti di comprensione, mirati a verificare la capacità di ricostruire il contesto storico, politico e filosofico del dialogo;
  • analizzare gli aspetti linguistici e stilistici, evidenziando, ad esempio, l’uso della retorica, la struttura periodica, l’eleganza lessicale e il tono malinconico e filosofico del testo.

Un esame tra memoria e attualità

Questa scelta ha dato alla Maturità Classica 2025 un significato particolare. In un’epoca in cui i legami spesso si consumano alla velocità di un messaggio su WhatsApp, l’amicizia raccontata da Cicerone invita a riscoprire valori duraturi: fedeltà, affinità morale, stima reciproca.

E se è vero che molti maturandi hanno trovato la prova impegnativa, è altrettanto vero che hanno avuto la possibilità di incontrare un testo ricco di umanità, che ha superato i secoli per interrogare anche loro, oggi, su cosa rende un legame autentico.

L’Esame di Maturità, al di là delle ansie e dei timori, è anche un rito di passaggio culturale. Con il De amicitia, i ragazzi del Classico hanno avuto l’occasione non solo di dimostrare competenze linguistiche e interpretative, ma anche di entrare in dialogo con un’idea di amicizia tanto antica quanto necessaria. Un bellissimo modo per concludere il proprio percorso liceale e aprirsi, con nuovi occhi, al mondo.

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