30 Agosto 2026

I segreti della percezione: la scoperta dell’Università di Bologna

Uno studio dell’Università di Bologna dimostra come le onde cerebrali influenzino la nostra capacità di percepire il movimento. Implicazioni per neuroriabilitazione e autismo


Non tutti i movimenti sono uguali per il nostro cervello. Una ricerca innovativa condotta dall’Università di Bologna e pubblicata sulla prestigiosa rivista Advanced Science ha dimostrato che percepiamo più facilmente i movimenti diretti verso sinistra rispetto a quelli verso destra. La scoperta svela un’asimmetria fondamentale nel funzionamento cerebrale e apre nuove prospettive per la neuroriabilitazione, l’allenamento percettivo e la comprensione di disturbi come l’autismo.

Le onde cerebrali “preferiscono” andare da sinistra a destra

“Ciò che vediamo non dipende solo dall’informazione sensoriale che riceviamo, ma anche da come il nostro cervello comunica internamente”, spiega Vincenzo Romei, professore al Dipartimento di Psicologia ‘Renzo Canestrari’ dell’Università di Bologna e coordinatore dello studio. La chiave di questa preferenza direzionale risiede nelle onde cerebrali, in particolare nelle onde alpha, che viaggiano con maggiore intensità dall’emisfero sinistro verso quello destro.

Per arrivare a questa conclusione, il team di ricerca ha condotto un esperimento su 42 partecipanti, ai quali è stato chiesto di indicare la direzione di una serie di punti che si muovevano su uno schermo. Durante l’esercizio, l’attività elettrica cerebrale veniva registrata tramite elettroencefalografia, permettendo ai ricercatori di monitorare in tempo reale il comportamento delle onde neurali.

Le aree V5: i centri del movimento nel cervello

L’analisi si è concentrata su specifiche regioni degli emisferi cerebrali denominate V5, cruciali per l’elaborazione del movimento visivo. Grazie a un sistema avanzato di analisi, i ricercatori hanno scoperto che la comunicazione tra le due aree V5 degli emisferi destro e sinistro avviene principalmente attraverso onde alpha, ma con una marcata asimmetria: queste onde viaggiano con maggiore intensità da sinistra verso destra.

Questa asimmetria neurale si traduce direttamente in un’asimmetria comportamentale: le persone tendono effettivamente a percepire con maggiore facilità e precisione i movimenti che si dirigono verso sinistra rispetto a quelli diretti verso destra.

Una divisione del lavoro tra i due emisferi

Ma perché esiste questa preferenza? Secondo gli studiosi, potrebbe riflettere una vera e propria divisione del lavoro tra i due emisferi cerebrali, dovuta alle loro diverse specializzazioni. L’emisfero sinistro sarebbe maggiormente coinvolto nell’analisi dei dettagli sensoriali, mentre quello destro integrerebbe queste informazioni frammentarie in una rappresentazione più globale e coerente del movimento.

Tuttavia, non si tratta solo di una questione di “cablaggio” cerebrale innato. Le nostre aspettative ed esperienze individuali possono modulare significativamente questa dinamica. “Un’esposizione a un movimento reale potrebbe pre-attivare le onde cerebrali in una certa direzione, aumentando la probabilità di percepirlo anche in contesti ambigui”, precisa Romei.

Cultura e lettura: come le abitudini plasmano il cervello

Un aspetto particolarmente intrigante riguarda il possibile ruolo delle abitudini culturali nel modellare queste connessioni cerebrali. La direzione della lettura, ad esempio, potrebbe letteralmente plasmare le connessioni tra i due emisferi nel corso dello sviluppo e dell’esposizione ripetuta. Chi legge da sinistra a destra (come nelle lingue occidentali) potrebbe sviluppare pattern di onde cerebrali diversi rispetto a chi legge da destra a sinistra (come in arabo o ebraico) o dall’alto verso il basso (come nel cinese tradizionale).

“È un’ipotesi che vogliamo approfondire”, aggiunge Romei, aprendo la strada a future ricerche interculturali che potrebbero rivelare quanto le nostre esperienze quotidiane siano in grado di rimodellare la struttura funzionale del cervello.

Applicazioni pratiche: dalla riabilitazione all’autismo

Le implicazioni pratiche di questa scoperta sono molteplici e significative. Nel campo della neuroriabilitazione, ad esempio, comprendere come il cervello elabora preferenzialmente certi movimenti potrebbe permettere di sviluppare protocolli terapeutici più efficaci per pazienti colpiti da ictus o lesioni cerebrali, sfruttando questa asimmetria naturale per favorire il recupero delle funzioni motorie e percettive.

Per quanto riguarda l’allenamento percettivo, sport come il calcio, il tennis o le arti marziali potrebbero beneficiare di programmi di training che tengano conto di questa preferenza direzionale, migliorando la capacità degli atleti di anticipare e reagire ai movimenti degli avversari.

Infine, la ricerca potrebbe offrire nuove chiavi di lettura per comprendere alcuni aspetti dell’autismo e di altri disturbi neurocognitivi. Alterazioni nel modo in cui le onde cerebrali comunicano tra gli emisferi potrebbero infatti contribuire ad alcune delle difficoltà percettive e di integrazione sensoriale tipiche di questi disturbi.

Vedere non è solo guardare

Questo studio ci ricorda che la percezione visiva è un processo molto più complesso di quanto comunemente si pensi. Non siamo semplici “telecamere” che registrano passivamente ciò che ci circonda: il nostro cervello è un elaboratore attivo che filtra, interpreta e talvolta “inventa” ciò che vediamo, sulla base non solo degli stimoli esterni ma anche della propria organizzazione interna e delle esperienze passate.

Comprendere questi meccanismi significa non solo svelare i misteri del funzionamento cerebrale, ma anche aprire la strada a interventi sempre più mirati ed efficaci per migliorare la qualità della vita di chi soffre di disturbi percettivi o cognitivi. E forse, la prossima volta che vi sembrerà più facile seguire con lo sguardo qualcosa che si muove verso sinistra, saprete che non è solo un’impressione: è il vostro cervello che comunica con se stesso.

Testo e foto di Anna Maria De Luca | Riproduzione riservata ©www.ScuolaNews.eu

Related Post