Ho letto che la Rete degli Studenti Medi ha inviato una diffida formale al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo il ritiro dell’ordinanza sul voto di condotta, legato al credito scolastico utile per gli Esami di Stato – il punteggio massimo viene attribuito solo se la valutazione del comportamento corrisponde almeno a 9/10 –.
Secondo gli studenti si tratta di una scelta che da un lato penalizza chi partecipa a manifestazioni, occupazioni o autogestioni e dall’altro viola lo statuto delle studentesse e degli studenti (il comportamento non può influenzare il merito).
Cari ragazzi e care ragazze, alla luce di quanto esposto, mi rivolgo a voi per esprimere alcune considerazioni sui giovani di oggi che, a mio avviso, pensano di vivere in una società caratterizzata dalla presenza di soli diritti e di pochi (quasi inesistenti) doveri. Il rapporto diritto-dovere è, invece, fondamentale per una corretta convivenza e il comportamento di alcuni studenti all’interno delle aule scolastiche sembra prescindere da questo.
I ragazzi pretendono (come è giusto che sia) rispetto, ma non rispettano gli insegnanti, assumendo atteggiamenti inaccettabili, che non tengono conto che il rapporto docente-discente è un rapporto di tipo asimmetrico.
Per mia fortuna in quarant’anni di insegnamento ho sempre interagito con studenti corretti ed educati, ma credetemi, non è sempre così.
Il periodo di isolamento dovuto al Covid ha creato uno spartiacque tra un prima ed un dopo, portando a dei cambiamenti che hanno avuto delle ricadute negative a livello personale e interpersonale. Atteggiamenti caratterizzati da aggressioni verbali e fisiche, da risposte al limite dell’accettabilità non sono frutto di una narrazione inventata o supposta, dal momento che le cronache ne sono piene.
Di fronte a questa situazione vi chiedo: come potete pensare che il collegare il voto di condotta al credito scolastico non sia giusto?
Vi ricordo che la scuola è innanzitutto una comunità educante e che nel momento in cui si valutano gli apprendimenti, questi non sono legati solo a quelli disciplinari, ma anche a quelli comportamentali. Si tratta di un’educazione che tiene conto di più indicatori: impegno, maturità, risultati e atteggiamenti adeguati al contesto.
A tal proposito sottolineo che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per la prima volta ha inserito all’interno del corso di educazione civica come obiettivo di apprendimento l’educazione al rispetto, allo scopo di formare la coscienza civica dello studente.
Ho sempre creduto in voi giovani e continuerò a farlo, ma vi chiedo di evitare strumentalizzazioni parlando di repressioni e altro.
Vi saluto, quindi, con l’augurio che possiate riflettere con la vostra testa ed agire sempre evitando condizionamenti ideologici.

