Valditara: “Tuteliamo i salari di chi lavora nella scuola”
Roma, 23 luglio 2026 – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, nella parte che riguarda i circa ottomila dirigenti scolastici italiani.
Il provvedimento chiude un percorso negoziale che negli ultimi mesi aveva già interessato docenti e personale Ata, completando così il quadro contrattuale dell’intero comparto scuola per il triennio di riferimento.
L’iter del contratto
Secondo quanto reso noto dal ministero dell’Istruzione e del Merito, l’approvazione rappresenta la fase conclusiva del procedimento di adozione del Ccnl, un passaggio che il dicastero guidato da Giuseppe Valditara definisce un traguardo strategico per il settore. Il ministero sottolinea come il risultato sia stato raggiunto grazie alla scelta di procedere in tempi rapidi anche per la categoria dei dirigenti scolastici, replicando lo stesso approccio già adottato in precedenza per la definizione della parte economica e dei principali istituti normativi relativi a insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Le motivazioni del ministero
Nella nota diffusa dal ministero si spiega che l’accelerazione impressa alla trattativa aveva un duplice obiettivo: rendere subito operativi i miglioramenti economici negoziati e garantire ai dirigenti il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni. Il ministero ha inoltre voluto evidenziare le crescenti responsabilità organizzative, amministrative ed educative che i presidi si trovano quotidianamente a gestire alla guida delle istituzioni scolastiche.
Le parole di Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha commentato l’approvazione rivendicando la volontà del governo di dare centralità al ruolo della dirigenza scolastica e di offrire “risposte economiche immediate” a chi guida le scuole italiane. Valditara ha inoltre dichiarato che con questo passaggio si può considerare definitivamente archiviata la lunga fase dei blocchi contrattuali che per anni ha caratterizzato il comparto pubblico.
I prossimi passi
Il ministero ha anticipato che il lavoro non si fermerà qui: è già stato avviato l’iter per la chiusura dell’Atto di indirizzo, il documento propedeutico all’apertura delle trattative per il successivo triennio contrattuale 2025-2027. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale, evitando nuovi periodi di stallo nei rinnovi.

