Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, torna a intervenire sulla vicenda della scuola Dante Alighieri di Città di Castello, respingendo con fermezza le accuse mosse dalla deputata Anna Ascani e difendendo l’operato del proprio dicastero.
Lo scontro con Ascani
In una nota diffusa il 24 luglio, Valditara ha riportato ordine nelle confuse informazioni circolate a proposito della scuola Dante Alighieri ribadendo che la parlamentare “a dispetto del ruolo istituzionale che ricopre” continua a diffondere informazioni prive di fondamento. Al centro della polemica c’è la questione della responsabilità per la demolizione dell’edificio scolastico, avvenuta senza che sia stata ancora completata la ricostruzione. Secondo il ministro, sarebbe falso sostenere che lui stesso o il Ministero dell’Istruzione abbiano individuato un’azienda inadempiente: l’intera procedura, a partire dalla scelta di affidarsi a Invitalia per la selezione della ditta appaltatrice, sarebbe di esclusiva competenza dell’amministrazione comunale.
Lo stanziamento da 10,5 milioni
Sul fronte concreto, il ministero ha annunciato la decisione di destinare 10,5 milioni di euro al Comune umbro per la ricostruzione della scuola Dante Alighieri, con l’obiettivo di restituire alla comunità cittadina un edificio moderno e sicuro.
Il pronunciamento del Consiglio di Stato
Valditara ha inoltre richiamato una recente decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Umbria contro il dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027. I giudici amministrativi hanno confermato la piena legittimità del tetto massimo di 130 autonomie scolastiche, validando così — secondo il ministro — la correttezza delle scelte operate dal Mim, che a questo punto non sarebbero più modificabili.
Il MIM in aiuto a studenti e docenti
Il ministero assicura di aver già predisposto tutti gli atti necessari affinché il prossimo anno scolastico possa iniziare regolarmente, senza conseguenze negative per studenti e insegnanti. Questi ultimi, ha precisato la nota, manterranno le consuete sedi scolastiche, dal momento che il dimensionamento non comporterà né chiusure di istituti né riduzioni del corpo docente.
Riguardo alla scelta specifica tra Terni e Città di Castello ai fini del dimensionamento, il ministero ha spiegato che, venuto meno il commissariamento dell’Ufficio Scolastico Regionale, non si poteva che prendere atto della deliberazione del Consiglio regionale, la cui efficacia era rimasta sospesa proprio in attesa dell’esito del ricorso ora respinto.
L’appuntamento a settembre
Il ministro ha chiuso la nota con un rimando alla prova dei fatti: “Ci riaggiorniamo a settembre e vedremo se la scuola umbra sarà nel caos, se studenti e docenti subiranno le paventate gravi conseguenze delle decisioni del ministero o se invece la situazione sarà gestita nella ordinaria normalità”. Solo allora, ha aggiunto, sarà possibile stabilire “in modo inequivocabile” chi, per “mere finalità di propaganda politica”, abbia alimentato un allarme che secondo Valditara sarebbe “del tutto ingiustificato” nella comunità cittadina e scolastica
Testo e foto di Redazione | Riproduzione riservata ©www.ScuolaNews.it

