Il presidente dell’Associazione nazionale presidi plaude ai tempi rapidi dell’iter, ma torna a chiedere la fine del divario salariale con gli altri dirigenti pubblici
Via libera definitivo dal Consiglio dei ministri al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, che riguarda circa 8.000 dirigenti scolastici in tutta Italia. L’Associazione nazionale presidi accoglie con favore la notizia, sottolineando in particolare la velocità con cui si è concluso l’iter di approvazione.
La soddisfazione dell’Anp
“Accogliamo con soddisfazione il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al Ccnl dell’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, ultimo passaggio di un iter di approvazione che si è concluso in tempi eccezionalmente rapidi”, ha dichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, commentando l’esito del percorso che rende ora esigibili gli aumenti economici previsti dal contratto. Il presidente ha voluto riconoscere il ruolo del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e di tutti gli organi coinvolti nel processo.
Un modello da replicare
Secondo Giannelli, la rapidità con cui è stata portata a termine questa approvazione dimostra come, in presenza di una chiara volontà politica, sia possibile fornire risposte concrete e tempestive alle richieste dei lavoratori. Proprio per questo, l’Anp chiede che lo stesso impegno e la stessa determinazione vengano messi in campo anche in vista del prossimo rinnovo contrattuale.
La questione retributiva ancora aperta
Il nodo principale sollevato dal presidente dell’Anp riguarda però un problema di lungo corso: la disparità di trattamento economico tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti pubblici contrattualizzati, una situazione che l’associazione denuncia da anni e che, secondo Giannelli, andrebbe finalmente risolta con il prossimo rinnovo.
“Non è accettabile che chi ha la responsabilità di guidare le istituzioni scolastiche, garantire il diritto all’istruzione, gestire risorse umane e finanziarie sempre più complesse e farsi carico della formazione delle nuove generazioni continui a essere penalizzato sul piano retributivo rispetto ai colleghi di pari livello delle altre amministrazioni dello Stato”, ha concluso Giannelli, chiedendo al Governo “un impegno definitivo” su questo fronte.
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